28 febbraio 2015

NOVITA'
Al 28 febbraio 2015

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GALLERY

Roma città aperta
Le scorribande degli hooligan del Feyenoord costituiscono solo l'ultimo episodio di una serie - lunghissima e destinata a protrarsi - di violenze legate al calcio che si danno strategicamente come teatro la grande bellezza della città eterna.
Per due semplici ragioni: Roma gode di risonanza planetaria, e le sue autorità non sono tali.

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LINGUAGGI
Kaffeehaus
Il perseguitato | "Cartoline di stagione"
Il portiere-vajassa | "Oje vita mia"
L'equilibrio forse apparente e l'indecente presupponenza del Borussia | "Affettati di coppa"
Non è mai troppo tardi"Affettati di coppa"
Biblioteca
Un vizio (colto) | "Scrittori"
L'inventore del Bayern | "Biografie"
Oggi

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COLLEZIONI
L'album delle figurine
Herberger con Schön
Cineteca
Tottenham - Dukla Praga (1962)


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SEGNALI
Perfectly playable? | Roque Gastón Máspoli (22 II 2004) | Parc des Princes (23 II 1982) | Bobby Moore a Wembley (24 II 1993) | Il governo greco sospende il campionato (25 II 2015)Padri fondatori: Charles William Alcock (26 II 1907) | Alles Gute zum Geburtstag Bayern! | Aristocrazia da scantinato | I centoundici anni del Benfica

21 febbraio 2015

NOVITA'
Al 21 febbraio 2015

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GALLERY

"Sto mondo va cambiato. Nel pallone ho trovato più prenditori che imprenditori, più magnager che manager".
Forse però ha ragione Sebastano Vernazza: "Non sottovalutate Lotito. Si è preso mezza Roma, si è messo in tasca il calcio italiano e un giorno potrebbe pigliarsi il Paese" [fonte].

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LINGUAGGI
Kaffeehaus
Cinque partite, quindici punti | "Oje vita mia"
I tre tenori del Chelsea | "Affettati di coppa"
Bicchieri mezzi | "Affettati di coppa"
Cronache e storie
C'è sempre una prima volta | "True stories"
Letteraria
La porta davanti a sé: il centrattacco Gary | "Boccaccio era il portiere"
In lode a Baggio (Giovanni Raboni)
Biblioteca

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COLLEZIONI
L'album delle figurine
Perfectly playable ... | Coenraadt 'Coen' Moulijn
Pentavalide
Baggio | Greaves
Santoni
In morte di Hugo Meisl

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SEGNALI
Progetti alternativi per il nuovo stadio del Milan | Soumission | Walter Winterbottom (16 febbraio 2002) | Hugo Meisl (17 febbraio 1937) | Roberto Baggio (18 febbraio 1967) | Old Trafford (19 febbraio 1910) | Jimmy Greaves e Nereo Rocco | John Charles (21 febbraio 2004)

17 febbraio 2015

IN PRIMO PIANO

UN VIZIO

"Sivori è più di un fuoriclasse. Per chi ama il calcio è un vizio": così, con una delle sue espressioni icastiche, Giovanni Agnelli definì Enrique Omar Sívori, grande campione della Juventus dal 1957 al 1965. El Cabezón si spense nemmeno 70enne esattamente dieci anni fa, il 17 febbraio 2005.

"Non portava soltanto i calzettoni giù e non era, semplicemente, una foresta di capelli e di nervi. Era un genio, incarnava lo stupore della notte, spalancata: come protagonista e negli eccessi teatrali. Uomo di destra e giocatore di sinistro: pura arte, purissima polvere da sparo. Numero dieci, per stile e stiletto. Importò il tunnel, un gesto che riassume talento e perfidia. Toreava gli avversari e detestava i gol intelligenti": così lo ha disegnato Roberto Beccantini.

Numero 10 fantasioso, irridente, irascibile, è stato un progenitore di Maradona e di Messi. Primo "pallone d'oro" bianconero, nel 1961, con la Juventus vinse 3 scudetti e altrettante Coppe Italia; con la Nazionale argentina la Copa America, col River Plate 3 campionati, col Napoli una Coppa delle Alpi. Capocannoniere della Serie A. Dribbling funambolici, lingua tagliente, umori lunatici, finì col collezionare 33 giornate di squalifica nelle sue annate italiane.

15 maggio 1960, Stadio Comunale, Torino
Il sogghigno del Cabezón, l'impotenza di Vincenzo Occhetta e Luciano Alfieri, campioni d'Italia del Milan

14 febbraio 2015

NOVITA'
Al 14 febbraio 2015

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GALLERY

7 febbraio 2015, Estadio "Vicente Calderón", Madrid
Non è un inchino alla capolista, quello di Manzo Mandžukić, ma il sigillo dei campioni in carica
sui blasonati rivali cittadini, in un derby memorabile

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LINGUAGGI

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COLLEZIONI
L'album delle figurine
XI predestinati | Alle origini del football | Pitch invaders ...
Pentavalide
Duncan Edwards | Denis Law | Hristo Stoichkov | Josef Masopust | Quarentinha | Giacomo Bulgarelli | Paulino Alcántara
Santoni
Carletto vs Cholo
Santuari
Lo stadio del Milan
Gallery
Out of Africa (2015)

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SEGNALI
Old Trafford: la Stretford End prima della ristrutturazione | Giacomo Bulgarelli (12 febbraio 2009) | Nándor Hidegkuti (14 febbraio 2002)

12 febbraio 2015

IN PRIMO PIANO

ROVESCIATE D'AUTORE

Il 12 febbraio 2011, all'Old Trafford, Wayne Mark Rooney si esibì in uno di quegli atti unici destinati a entrare nella storia del football, fiondando una memorabile rovesciata nel sacco del City. Come ha scritto Luigi "Cina" Bonizzoni, misconosciuto maestro di calcio, "per quanto riguarda il tiro in rovesciata, usato quando il giocatore è costretto a volgere le spalle alla porta, l'avvertenza principale è di cercare di imprimere al pallone una traiettoria tesa. Si tratta di una tecnica difficile, che richiede doti acrobatiche e di coraggio e che comporta il rischio di farsi male cadendo a terra. La sua efficacia consiste nell'imprevedibilità e nella rapidità di esecuzione".

Cileni e peruviani se ne contendono la primogenitura: "chilena" e "chalaca" sono infatti i termini in lingua spagnola più diffusi per indicarla; i brasiliani la chiamano invece "bicicleta"; gli inglesi "bicycle kick" o "overhead kick". Gianni Brera ne forgiò una sintesi: "em bycicleta". E' un gesto ormai "viralizzato" nei social network per fissare l'estro di un momento di oscuri pedatori. Qui ne proponiamo invece una antologia d'autore, per rispetto della memoria storica e nella convinzione che possa essere considerata una collezione di opere d'arte (della visione).



Ramón Unzaga Asla | gennaio 1914, Estadio "El Morro", Talcahuano
Leônidas da Silva | 24 aprile 1932, Bonsucesso ["doodle"]
Carlo Parola | 15 gennaio 1950, Stadio Comunale, Firenze [altre]
Pelé | antologia
Gigi Riva | 18 gennaio 1970, Stadio "Romeo Menti", Vicenza
Roberto Boninsegna | 2 maggio 1971, Stadio "Giuseppe Meazza", Milano
Klaus Fischer | 16 novembre 1977, Neckarstadion, Stuttgart
Marco Van Basten | 9 novembre 1986, Stadion De Meer, Amsterdam
Hugo Sanchez | 10 aprile 1988, "Santiago Bernabéu", Madrid
Gianluca Vialli | 23 ottobre 1994, Stadio "Giovanni Zini", Cremona
Youri Djorkaeff | 5 gennaio 1997, Stadio "Giuseppe Meazza", Milano
Trevor Sinclair | 25 gennaio 1997, Loftus Road, London
Francesco Moriero | 30 settembre 1997, La Maladière, Neuchâtel
Mauro Bressan | 2 novembre 1999, Stadio Comunale, Firenze
Rivaldo | 17 giugno 2001, Camp Nou, Barcelona
Peter Crouch | 27 settembre 2006, Anfield, Liverpool
Wayne Rooney | 12 febbraio 2011, Old Trafford, Manchester
Zlatan Ibrahimović | 14 novembre 2012, Friends Arena, Solna (Stoccolma)

8 febbraio 2015

LO SPECIALE
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Coupe d'Afrique des nations de football 2015

Tra il calcio senza fascino asiatico-qatariota che si celebra in questi giorni in Oceania e la mercenaria sopravvalutazione del Sudamericano Sub-20, abbiamo scelto di seguire la Coupe d'Afrique des nations de football 2015 che si svolge in Guinea Equatoriale. Negli anni 1990s il calcio africano prometteva d'essere il futuro del football. Non è stato così, ma rimane un serbatoio enorme di grandi speranze e di problemi irrisolti.

CAN 2015 | FIFA
Le preview: World Soccer - Dailymail - InfogrAfrica
Gli speciali: Guardian | L'Equipe | So Foot | Afrique Football | Onzemondial | Vavel
Meritorie eccezioni italiane: Guerin sportivo | Africalcio
Bilanci: GuardianThe Africa Report
Africa oggi: Guardian | Le Monde | Internazionale | Limes


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LA FOTO DEL GIORNO

8 febbraio 2015, Estadio de Bata, Bata
Un reduce della "generazione d'oro" ivoriana, quella che ha fallito tutti gli obiettivi, alza finalmente la Coppa. Grazie anche a un altro reduce. Non sarà che il problema fosse costituito da chi ha finalmente dismesso i panni di Elefante?

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LE PARTITE DA RICORDARE
Burkina Faso - Gabon 0:2
Tabellino - Cronaca - SintesiGol - Commenti - So Foot - Dailymail
Ghana - Senegal 1:2
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
Algeria - Sud Africa 3:1
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
Sud Africa - Senegal 1:1
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
Gabon - Guinea Equatoriale 0:2
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
Camerun - Costa d'Avorio 0:1
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
Congo - RD del Congo 2:4
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
Costa d'Avorio - Algeria 3:1
Tabellino - Cronaca - Gol - So Foot - Dailymail
RD del Congo - Costa d'Avorio 1:3
Tabellino - Cronaca (animata) - Gol - So Foot - Dailymail
Costa d'Avorio - Ghana 0:0 (9:8 ai rigori)
Tabellino - Cronaca - HL - So Foot - Dailymail
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COMMENTI E ANALISI
Il ranking FIFA prima del fischio d'inizio
Algérie (18°), Tunisie (22°), Côte d’Ivoire (28°), Sénégal (35°), Ghana (37°), Guinée (39°), Cap-Vert (40°), Cameroun (42°), Mali (49°), Zambie (50°), Afrique du Sud (52°), RD Congo (57°), Congo (61°), Gabon (62°), Burkina Faso (64°) e Guinée Equatoriale (118°). Secondo gli esperti e i bookmaker le due grandi favorite sono l'Algeria - che abbiamo ammirato in Brasile - e la Costa d'Avorio. Tra le prime quattro sono pronosticate anche Ghana, Camerun e Tunisia. Outsider invece Burkina Faso (finalista nel 2013) e Sénégal. Grandi assenti i campioni in carica della Nigeria (eliminati da Sud Africa e Congo), l'Egitto (eliminato da Tunisia e Senegal) e il Marocco che, come è noto, ha rinunciato ad ospitare la fase finale per timore del contagio dell'epidemia di Ebola.

I giocatori da seguire
Sadio Mané
La stampa francese dedica per motivi intuitivi - non solo quelli storici e coloniali, ma anche perché 76 giocatori sui 368 partecipanti alla CAN 2015 militano nella Ligue 1 (di contro ai soli 14 della Serie A) - un'attenzione particolare al torneo africano. L'"Equipe" ha stilato un elenco degli otto giocatori da seguire con un'attenzione particolare [vedi]: Yannick Bolasie (25 anni, République Démocratique du Congo e Crystal Palace), Wilfried Bony (26, Côte d'Ivoire e freschissimo Citizen per soli 38,5 miloni di euro), Sadio Mané (22, Sénégal e Southampton, uno degli incipienti "beniamini" di Eupallog, convocato ma purtroppo reduce da stiramento), Riyad Mahrez (23, Algérie, Leicester), Eric Maxim Choupo-Moting (25, Cameroun e Schalke 04), Ferjani Sassi (22, Tunisie e Metz, il "Pirlo africain"), Didier Ndong (20, Gabon, Lorient) e Bertrand Traoré (19, Burkina Faso e Vitesse Arnhem ma in realtà Chelsea).

L'XI dei grandi assenti
Come accade in ogni torneo internazionale, sono parecchi i campioni e i giocatori di qualità che, per un motivo o per l'altro, mancheranno all'appello alla CAN 2015. Nei prossimi giorni non potremo vedere Didier Drogba, Samuel Eto'o, Vincent Enyeama, Emmanuel Adebayor, Alexandre Song, Benoît Assou-Ekotto, Sulley Muntari, Kevin-Prince Boateng, Michael Essien, Demba Ba, Mario Lemina, Brice Dja Djédjé, Medhi Benatia ... [vedi].

Gli allenatori
Le Roy bianco
Da quando la fase finale della CAN fu estesa a 16 squadre nel 1996, mai si era dato un numero così esiguo di allenatori africani: solo tre, Florent Ibengé della RD del Congo, Ephraim Mashaba del Sud Africa e Honour Janza dello Zambia [vedi]. Il torneo 2015 propone anche un argentino, Esteban Becker, alla guida della Guinea Equatoriale, e un israeliano, Avram Grant, che ha vinto campionati e coppe in Israele ma noto soprattutto per aver portato il Chelsea alla finale di Champions poi persa ai rigori col Manchester United nel 2008, e ora alla guida del Ghana. Gli altri sono europei. Hanno già vinto la CAN i francesi Claude Le Roy, allenatore del Congo, ed Hervé Renard, allenatore della Costa d'Avorio. Il primo ha conquistato la coppa con il Camerun nel 1988, con il quale era arrivato secondo nel 1986, e vanta anche un terzo posto con il Ghana nel 2008; è il veterano del torneo e grande santone bianco del calcio africano. Il secondo ha guidato inaspettatamente alla vittoria lo Zambia nel 2012. Tra i medagliati sono anche: il polacco Henryk Kasperczak, nazionale della grande Polonia seconda alle Olimpiadi del 1976 e terza ai Mondiali 1974, che come allenatore ha portato la Tunisia alla finale della CAN 1996 e al terzo posto nel 1994, e che ora allena il Mali, l'XI che gioca forse il calcio tatticamente più avanzato in questa edizione 2015; Alain Giresse, campione europeo con la Francia di Platini nel 1984, che ha a sua volta portato il Mali al terzo posto della CAN 2012; e il belga Paul Put, allenatore del Burkina Faso, che portò inopinatamente in finale nell'edizione del 2013, persa contro la Nigeria. Grande giocatore è stato anche il portoghese Jorge Costa, che ha vinto la Champions League e altre coppe internazionali col Porto nel 2003 e nel 2004, e che ora allena il Gabon. Da giocatore negli anni 1970s e da allenatore negli anni 1980s ha vinto invece campionati e coppe in Belgio, Georges Leekens, che allena la Tunisia. Buon passato da giocatori, ma nessun palmarès finora come allenatori, invece, per Rui Águas, che guida Capo Verde, Michel Dussuyer, che guida la Guinea, Volker Finke, che guida il Camerun, e Christian Gourcuff, alla guida della favorita Algeria, ma più noto per aver dato i natali al figlio Yoann.

Black Athena
Perché la Coupe d'Afrique des nations de football possiede un suo fascino rispetto all'algida Asian Cup o al mercenario Sub-20, che si svolgono in contemporanea? Probabilmente perché il football africano rappresenta ancora un rito caro a Eupalla. Non vi si celebra il calcio moderno, quello delle play-station e dei top players, ma una archeologia del sapere calcistico. Vale a dire un discorso attraverso il tempo, del medesimo genere, anche se di qualità e fascino diverso - bene inteso -, di quello che inscenano ogni anno gli oltre 700 club della FA Cup nella Terra Madre. E' un calcio ancora umanista: con i suoi piccoli stadi sottratti alla giungla, il colore del tifo sugli spalti, l'assenza di violenze (per il momento ...), l'eccitazione dell'ambiente, i volti, gli sguardi, le lacrime e il sudore, i nubifragi improvvisi ... [leggi].

ll gol più bello
Christian Atsu in Ghana vs Guinea, quarto di finale della CAN 2015. Il 23enne gioca nell'Everton, ma in prestito dal Chelsea. Può sembrare un cross sbagliato, in realtà ha alzato gli occhi e preso la mira [vedi].

Emozioni equatoriali
Quattro quarti di emozioni alla Coupe d'Afrique des nations de football 2015 in un week end di pedata europea assai più avaro. Quattro partite una diversa dall'altra, moltissimi gol, uno spettacolo intenso e a tratti di qualità. Inattesa l'eliminazione della Tunisia grazie anche a un arbitraggio spudoratamente casalingo. Memorabile rimonta del Congo (ex Zaire) sul Congo (ex Brazzaville). Vittoria limpida del Ghana. Bella finale anticipata tra una Costa d'Avorio pragmatica e un'Algeria imbolsita [leggi].

Violenze
5 febbraio 2015, Nuevo Estadio, Malabo. Violenze scatenate dai tifosi della Guinea Equatoriale contro quelli del Ghana, verso la fine della semifinale di Coppa d'Africa che la propria Nazionale stava meritatamente perdendo, hanno macchiato questa edizione della CAN, che non aveva fino ad oggi una tradizione in tal senso. Ma nel mondo globale, l'emulazione al ribasso è ormai planetaria. Per fortuna il commissario di campo ha aperto i cancelli della tribuna consentendo ai sostenitori ghanesi di rifluire sul terreno di gioco perché si rischiava un altro Heysel [approfondimenti].


La stangata?
Esclusione dalle edizioni 2017 e 2019 della CAN. Sanzione di 1 milione di dollari. Richiesta di risarcimento danni per 9 milioni. Queste le decisioni assunte dalla Confederation Africaine de Football nei confronti della Fédération Royale Marocaine de Football per aver rinunciato a ospitare la fase finale della Coupe d'Afrique des nations 2015. La motivazione ufficiale marocchina era stata quella dei timori di contagio dell'epidemia di Ebola; secondo altre fonti il Marocco avrebbe voluto spostare al 2016 la competizione per arrivarvi con una nazionale più competitiva. In ogni caso, la nazione amica di Joseph Blatter, quella che ha ospitato le ultime edizioni della FIFA Club World Cup (che nel 2015 emigrerà in India, a quanto pare), sembra ora precipitare, dai luccichii mondiali, nel vuoto calcistico. Sedotti e abbandonati? Sembra. Perché adesso partirà il negoziato per trovare un compromesso. Ovviamente.

Prima della finale
La finale dalla Coppa d'Africa 2015 si disputa dunque tra Costa d'Avorio e Ghana, i due paesi confinanti che si affacciano sul Golfo di Guinea. Le Black Stars vantano un palmarès più ricco: 8 finali già disputate, 4 vittorie tra il 1963 e il 1982, hanno perso le ultime due proprio contro la Costa d'Avorio nel 1992 e l'Egitto nel 2010. Gli Elefanti hanno invece tre sole finali all'attivo, tra il 1992 e il 2012, con la vittoria nel 1992 sul Ghana e le sconfitte con Egitto e Zambia; tutte e tre le gare finirono ai rigori. Prima dell'inizio del torneo, la Costa d'Avorio era data tra le favorite insieme all'Algeria. Il bel quarto di finale ha mostrato l'attuale superiorità degli ivoriani sui maghrebini. Il Ghana era invece quotato nella seconda fascia, insieme a Camerun e Tunisia. La sconfitta nella prima partita contro il Senegal ha indotto Avram Grant a consolidare l'assetto difensivo, passando dalla linea a 3 a quella a 4: sono seguite così le vittorie sull'Algeria, sul Sud Africa, sulla Guinea e sulla Guinea Equatoriale, in un crescendo di risultati e condizione fisica. La Costa d'Avorio è reduce invece, con il nuovo allenatore Hervé Renard, da un profondo ricambio generazionale (di quella "d'oro", che nulla ha saputo vincere, sono rimasti solo quattro giocatori, in pratica i fratelli Toure) e tattico: difesa a tre e contrattacco che sfrutti la velocità di Gradel, Gervinho e Bony. Dopo i due pareggi iniziali con Guinea e Mali, la vittoria sul Camerun ha segnato il punto di svolta nel torneo, seguito da due vittorie perentorie contro Algeria e RD del Congo. Le premesse perché sia una partita molto tattica ci sono tutte (ma attenzione alla traduzione dei cognomi degli allenatori: Donadoni vs Volpe). Lo spettacolo dovrà darlo la qualità tecnica dei singoli. Speriamo non finisca ai rigori.
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CORRISPONDENZE

Jonathan Wilson è uno dei maggiori scrittori e storici del football, e prolifico giornalista "free lance" per molte testate internazionali [vedi]. E' anche uno dei pochissimi giornalisti europei presenti di persona in Guinea Equatoriale ("So we're in flats in Bata owened by a Chinese restaurant and there's a guard with AK47 at the door. Sure it's all fine" ha twittato) per seguire - de visu e non de video - la CAN 2015. Qui di seguito segnaliamo le sue corrispondenze argute, competenti e non legate alla sola cronaca.
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FIABE AFRICANE
Azor, Quando l'elefante finalmente barrì
Nick Ames, Il derby del Congo e il santone bianco | The Guardian
Dario Falcini, Quando un italiano vinse la Coppa | La Gazzetta dello sport
Anna Kessel, La regina della Sierra | The Guardian
Massimo Maiellaro, Alligatori albini | Internazionale
Alexandre Pedro, Il 4-3-3 dei dittatori africani | So Foot
Filippo M. Ricci, Scusate il ritardo. Racconti di calcio africano | Arezzo, Limina, 2005
Football in Africa 2015The Guardian
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STORIE DELLA CAN
1968 | Repubblica Democratica del Congo - Ghana | YouTube - Le dieu du football congolais Calendario
1992 | Ghana - Nigeria | YouTube - Pelé vuole il regno dell'Africa | Calendario - Ghana - Costa d'AvorioYouTube - Senza Pelé il Ghana si spegne | Calendario - Nigeria - Camerun | Cineteca
1996 | Sud Africa - Tunisia | Cineteca
2000 | L'inviato di Eupalla | Calendario - Nigeria - Camerun | Cineteca
2010 | Egitto - Algeria | YouTube - La consolazione della rivincita | Calendario
APPROFONDIMENTI

Peter Alegi, African Soccerscapes. How A Continent Changed the World's Game | London, Hurst Publishers, 2010
Steve Bloomfield, Africa United. How Football Explains Africa | Edinburgh, Canongate Books, 2011
Radouane Bnou-Nouçair, Le football africain. Biographies, histoire, bilan et perspectives| Paris, L'Harmattan, 2010
Ian Hawkey, Feet of the Chameleon. The story of African Football | London, Portico, 2010
Jean-Marie Nzekoue, Aventure mondiale du football africain. Rencontres historiques et victoires memorables | Paris, L'Harmattan, 2011
Abdoulaye Sakho, Moustapha Kamara, Les grands défis du football africain. Les dessous d'un système | Dakar, Clairafrique, 2010

7 febbraio 2015

NOVITA'
Al 7 febbraio 2015

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GALLERY
Sorrisi d'ordinanza per Pippo e il Mancio.
Ma la realtà attuale del calcio meneghino è mestissima.

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LINGUAGGI
Kaffeehaus
Black Athena
Gli squadroni della necropoli | "Cartoline di stagione"
L'ultima occasione sprecata | "In ripa Arni"
Cronache e storie
Perché hanno vinto | "Le cronache di Monsù Poss"
Letteraria
Stanley Matthews"Ritratti"
Oggi
Un arbitro come presidente

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COLLEZIONI
Pentavalide
Gabriel Batistuta | Gyula Grosics
Cineteca
The Matthews farewell match | L'ultima partita di Gigi Riva
Norwich City-Sunderland (1985) |Oxford United-Queens Park Rangers (1986)"Le finali della Football League Cup"

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SEGNALI
Happy birthday Stan! | Pubblico delle grandi occasioni al Meazza
San Siro (1957) | FNB Stadium, Johannesburg (3.II.1996) | Ibrox Stadium, Glasgow. Perfectly playableAddio Udo | 30 candeline per Cristiano | La perdurante eredità culturale della violenza nel football inglese

6 febbraio 2015

IN PRIMO PIANO

LA SQUADRA CHE RISORSE DALLE SUE CENERI

Il 6 febbraio 1958 un incidente aereo a Monaco di Baviera decimò i "Busby Babes", il gruppo di giocatori del Manchester United che, sotto la guida dello scozzese Matt Busby, avevano vinto la First Division nel 1956 e nel 1957 all'età di 21 e 22 anni, e raggiunto la semifinale, contro il Real Madrid, della Coppa dei campioni alla prima partecipazione. Di ritorno da Belgrado, dove si erano nuovamente qualificati per la semifinale dell'edizione successiva, la tragedia, che è perennemente ricordata dall'orologio monumentale dell'Old Trafford.

Tra i pochi sopravvissuti, oltre a Busby, fu anche Bobby Charlton. L'allenatore riuscì a ricostruire una squadra divenuta poi leggendaria grazie a un trio d'attacco non dimenticabile: Denis Law, Bobby Charlton e George Best. Lo United conquistò la FA Cup nel 1963, il titolo nazionale nel 1965 e nel 1967, e la Coppa dei Campioni nel 1968. Busby lasciò, da Sir, la panchina nel 1969: vi si era seduto nel 1945. Una leggenda anche lui.



L'ultima partitaLa tragedia | Il sopravvissuto
Munich Clock | Munich Remembered | I tributi del 2015
Il documentario | La fiction
Matt Busby | The Busby Babes | The Busby Era | Sir Matt Busby Way
Duncan EdwardsBobby Charlton | George Best | Denis Law
Quando Santiago Bernabéu voleva prestare Di Stéfano a Busby ... | La firma di Denis Law | The Holy Trinity

Cineteca
Coppa dei campioni
Athletic-MUTD (1957) | MUTD-Athletic (1957) | Real Madrid - MUTD (1957)MUTD - Real Madrid (1957)Crvena zvezda - MUTD (1958)Milan - MUTD (1958)Benfica - MUTD (1966)Partizan Beograd - MUTD (1966)MUTD - Sarajevo (1967)MUTD - Anderlecht (1968)Real Madrid - MUTD (1968)MUTD - Benfica (1968, finale)Milan - MUTD (1969)MUTD - Milan (1969)
Football Association Cup